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25 novembre 2010Giornata della “Violenza sulle Donne”I Want To Live
“Subire violenza non è mai una scelta, bensì è un atto di prepotenza esercitata dal più forte nei confronti di chi non ha difese. E la vera vergogna alloggia in chi, senza ritegno, giustifica o legittima tale prepotenza”.
E in questo mondo di parvenza di civiltà una vittima di violenza si sente artefice della propria sciagura ed è costretta a sopportarne il dolore nella solitudine dell'incomprensione che la circondano, ma soprattutto a sapersi infamata e spinta verso una sola strada, quella della vergogna. Ci si confronta spesso in un mondo talmente impegnato a comprendere cosa spinge una persona a recare violenza, dallo scordare completamente chi quella violenza l'ha vissuta in prima persona subendola e continua a provarla nell'indifferenza umana ogni giorno, per il resto della sua vita. Chi questo tipo di esperienza non l’ha vissuta in prima persona, difficilmente può comprendere quali sono le cose che lasciano dei segni profondi o cosa la mente, nel suo continuo rammentare, scatena. Bisognerebbe fermarsi veramente a capire, entrare dentro il dolore di chi l’ha subito, ascoltarlo senza giudicarlo e appropriarsene senza incer-tezze. Le vittime di violenza, prima di ogni altra cosa, hanno bisogno di essere ascoltate e rassicurate che quanto accaduto loro non è una “colpa” e tanto meno dovrà mai essere una vergogna da nascondere. Questo cortometraggio mira a non dimenticare tutte coloro che ingiustamente hanno perso la vita per mano di uomini violenti; a fare comprendere la sofferenza psicologica che rimane impressa in chi ha subito un abuso; a sensibilizzare e spronare la società a prendersi delle responsabilità nei propri confronti e nei riguardi del grave fenomeno della violenza che, siccome viene spesso giustificata, spinge chi l’ha subita a tenerla nascosta.
Scrittrice e Regista È nata a Torino il 27 aprile del 1967. Durante il corso della propria vita ha svolto diverse tipologie di lavoro, senza però perdere di vista la sua vocazione artistica che l’ha spinta a crescere da autodidatta. Nel 2002 pubblica il primo racconto Un marchio nell’anima dove affronta il tema della violenza sui minori e il ruolo della società. Col suo pesante bagaglio di esperienze negative nel 2003 si trasferisce in Sicilia, ricercando nella solitudine un arricchimento interiore capace di offrirle nuove ispirazioni. Nell’isola incontra artisti e affermati letterati che la portano a riflettere sul vero senso di ogni cosa. Inizia a occuparsi di temi diversi, producendo nuovi lavori. Allo scopo di esprimersi liberamente nello stesso anno addotta lo pseudonimo di Liska con la quale firma i lavori pittorici e quelli di narrativa, toccando come sempre delicati temi sociali. Tra il 2006 ed il 2007 fa nascere il quaderno mensile Il Raglio, iniziativa che sostiene a proprie spese e che per mancanza di fondi si trova presto costretta ad interrompere. Frattanto si adopera per svolgere una ricerca storico-letteraria, impegno che le viene riconosciuto dall’Accademia Araldica Internazionale Giovanni Paolo II, Università della Cultura di Roma, con un Diploma di Merito in Letteratura. Ripresa la vecchia passione per il teatro che da bambina l’aveva vista sorgere sul palcoscenico del teatro Regio di Torino, nel 2009 si iscrive ad un Corso di Regia per cinema e teatro, scoprendo un nuovo modo di adoperarsi per raccontare “la vita”. Attualmente scrive sceneggiature e si sta impiegando per realizzare lavori filmici di vario genere, prestando una particolare attenzione a temi con sfondo sociale. |